NATALE CON I TUOI, PASQUA CON CHI VUOI…

… migliaia di lavoratrici e lavoratori del commercio invece trascorrono le festività dietro una cassa, un bancone di salumeria o ad assistere la clientela nei camerini prova.
A sei anni dal decreto “Salva Italia” del governo Monti possiamo dire che la liberalizzazione totale degli orari non ha introdotto né occupazione e tantomeno rilancio dei consumi, i giganti della grande distribuzione in questi anni hanno ripetutamente aperto procedure di licenziamento collettivo e ancora chiedono sacrifici e riduzioni di salario ai propri dipendenti.
A pochi giorni dalle festività di Pasqua, Pasquetta, 25 Aprile e 1°Maggio abbiamo notizia di molti esercizi commerciali, grandi, medi e piccoli aperti in queste date. Ricordiamo a tutti che il lavoro festivo nel commercio non può essere imposto dal datore di lavoro e questo è confermato anche da diverse sentenze,

Ribadiamo quindi che contrattualmente non esiste l’obbligatorietà lavorativa per le festività di Pasqua, Pasquetta, 25 Aprile e 1°Mag gio e invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori del commercio che lo desiderassero a non prestare la propria attività lavorativa in queste giornate e a rivolgersi alla propria rappresentanza sindacale interna, o in mancanza di questa alle sedi sindacali presenti sul territorio.

Da tempo il sindacato chiede una legge che regoli il caos delle liberalizzazioni totali e che la materia torni alle competenze Regionali e Comunali attraverso il confronto con le parti sociali, demandando ai territori la definizione di un “loro” modello sostenibile del commercio; chiediamo città più vivibili anche dal punto di vista culturale e non solo consumistico; chiediamo da tempo che si individuino un numero minimo di festività laiche e religiose che prevedano la chiusura degli esercizi commerciali. Non come reclamizza un grande centro commerciale alle porte di Milano “chiusura straordinaria Pasqua 16 aprile”! Questa strada oltre a non migliorare le condizioni economiche e di vita delle lavoratrici e dei lavoratori del settore non ha prodotto effetti positivi nemmeno per le aziende, diversamente non si spiegherebbero i tanti licenziamenti nelle aziende del commercio.

Ancora una volta ribadiamo la necessità di conciliare il proprio tempo di lavoro con gli impegni familiari e di coniugare le esigenze aziendali con quelle delle lavoratrici e dei lavoratori del settore (che già da anni lavorano la domenica e festività); non è possibile che i dipendenti delle aziende del commercio non abbiano mai il tempo per essere consumatori a loro volta.

La soluzione non è tenere i negozi sempre aperti; per questi motivi chiediamo alle imprese del settore di rispettare quanto da più parti è stato chiesto: tenete chiuso a Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1°Maggio…

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